Anche io sarei potuto diventare un pirata

“..ci sono pirati che violentano le ragazzine. Ci sono ricchi mercanti che vendono armi alle nazioni in cui i bambini non hanno cibo da mangiare. Ci sono proprietari che impiegano bambini come manodopera[..].Quando stiamo in piedi davanti alla montagna,subito prima di Toccare la Terra capiamo di essere non solo bodhisattva ma anche le vittime stesse dell’oppressione e dell’ingiustizia. Noi siamo il pirata che sta per violentare la ragazzina e siamo la ragazzina che sta per essere violentata dal pirata. La famiglia in cui viveva quel pirata viveva nella miseria pių nera, suo padre era un pescatore che conosceva un solo mezzo per dimenticare i suoi problemi,la bottiglia;un uomo che non sapeva educare il figlio e lo picchiava spesso.Alla morte del padre poi,aveva continuato il mestiere suo;non aveva rėisorse per comprendere o amare. Il giovane aveva ceduto alla tentazione di diventare un pirata. In mare aperto non c’era la polizia,quindi perchč non seguire l’esempio dei suoi compagni e violentare quella ragazzina,sulla barca che aveva assalito?
Se avessimo avuto un fucile avremmo potuto sparare al giovane e lui sarebbe morto,ma non sarebbe stato meglio insegnargli a comprendere ed amare? Dov’erano i politici,gli educatori che dovevano aiutarlo? Se i bambini non verranno seguiti ed educati adeguatamente,alcuni di loro diverranno pirati. Se io stesso fossi nato in una famiglia povera,se non avessi mai ricevuto un’istruzione,se avessi avuto genitori cosė anch’io sarei potuto diventare un pirata.”
Thich Nhat Hanh – Il segreto della pace